San Sebastiano
Comune: Serramanna
Tipologia: Stile Rinascimentale (Chiesa sconsacrata)
Cronologia: Sec. XVI
Storia:
La Chiesa di San Sebastiano fu costruita nel XVI secolo come opera votiva in seguito ad una grave pestilenza che colpì la popolazione Serramannese.
Nel 1631, con l'arrivo dei frati Domenicani a Serramanna, fu annessa alle proprietà del Convento, a cui diede il nome. Fu scelta inoltre come sede della Confraternita della Madonna del Rosario, i cui membri venivano chiamati "cunfradis biancus" (confratelli bianchi) per via della veste che indossavano durante i riti. Tale Confraternita era legata al culto della Madonna del Rosario e curava le festività mariane, come l'Annunciazione, la Candelora, il Rosario e la processione dell'Addolorata. Era inoltre tra i suoi compiti accompagnare in processione, la mattina di Pasqua, durante il rito de "S'incontru" (l'incontro), il simulacro della Madonna.
Successivamente alla partenza dei Domenicani, avvenuta nel 1858 a seguito della soppressione degli ordini religiosi disposta da un Decreto Regio, la Chiesa di San Sebastiano continuò a svolgere le sue funzioni come sede della Confraternita.
Negli anni 1932-36, a causa di lavori di ristrutturazione che interessarono la Chiesa di San Leonardo, venne utilizzata come Chiesa Parrocchiale. Negli anni successivi è stata impiegata per i più svariati utilizzi: prima come refettorio delle vicine scuole elementari e poi, in seguito ad una ristrutturazione, come spazio polivalente.
Descrizione:
La facciata principale, con le sue linee semplici, è riconducibile ad uno stile Rinascimentale. Il portale, incorniciato e sormontato da un'ulteriore cornice retta da mensole, termina con un frontone classico all'interno del quale si apre una finestra a forma di rosta (a ventaglio). Degno di nota è l'elegante campanile a vela dotato di campana che svetta alla sommità della parete principale. La pianta presenta due navate, di cui una più stretta, separate da semplici pilastri di mattoni cotti, originariamente intonacati. La copertura è a capriate lignee con travi lisce.
Importante da un punto di vista storico è sottolineare che in origine la struttura era molto più estesa: la Chiesa e la sagrestia erano infatti addossate l'una all'altra e, dove adesso è presente uno spiazzo lastricato, si trovava il presbiterio, sopraelevato di alcuni gradini ed a cui si accedeva attraverso un arco trionfale.
All'interno si trovava un altare costruito in muratura e legno, com'era in uso nei Secc. XVII-XVIII, presumibilmente assai simile a quelli dedicati a Sant'Antonio e Santa Maria che si possono ancora osservare nella Chiesa di San Leonardo. Testimonianze inoltre attestano la presenza all'interno della struttura di numerose e pregevoli statue lignee "a cannuga" (il corpo era costituito da un semplice telaio in canne), tra cui si segnalano un "Sant'Antioco" ormai perduto e le ancora esistenti "Madonna de s'Incontru", che ancora viene utilizzata nella processione del giorno di Pasqua, e "Vergine del Rosario", che è la stessa che venne portata in spalla dai membri dell'omonima Confraternita il giorno dell'insediamento dei Domenicani a Serramanna e della posa della pietra angolare del futuro Convento, il 12 Dicembre 1631.
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